Quando sono sotto esame la mia incapacità di riconoscere la fame dal semplice riflesso involontario di strafogarmi viene esasperata al massimo. Così per masochismo e autoindulgenza compro sempre un po’ di schifezze da tenere a portata di mano vicino alla scrivania. Allungo la mano e mi consolo con cioccolato, patatine al formaggio, biscotti, caramelle… Il problema è che non riesco a controllarmi, finisco tutto subito. Così decido di non comprare più beni di conforto. E mi dispero perché poi non penso più a quello cui sto studiando ma solo a quello di cui vorrei ingozzarmi. Così decido un’altra cosa: “Li compri, pochi ma buoni e li fai durare”. Quindi ricompro la robaccia e la rifinisco subito. Innescando un moto perpetuo che il motore a gatto imburrato mi fa un baffo.